AUMENTANO GLI INTERVENTI IBRIDI PER LE MALATTIE DEL CUORE
Stanno prendendo sempre più piede gli interventi invasivi ibridi al cuore. Vengono preferiti quando l'intervento mininvasivo al cuore e' impraticabile perche' il paziente e' troppo piccolo o quando quello tradizionale, che comporta l'arresto del battito e la circolazione extracorporea, e' rischioso. Gli interventi invasivi ibridi vengono attualmente praticati alla Columbia University e ora anche in Centri italiani come l'Ospedale di San Donato dove, per iniziativa del direttore della Cardiologia pediatrica Mario Carminati, e' stata modificata la sala operatoria e adattata a questi nuovi interventi. 'Queste procedure ibride – ha spiegato Carminati - eseguite in collaborazione fra il cardiologo interventista e il cardiochirurgo, riducono i rischi dell'intervento. Spesso occorre che il cardiochirurgo apra la strada col bisturi per dar modo al cardiologo interventista di trovare piu' facilmente la via per introdurre un catetere e risolvere un problema inserendo uno stent'. Nel corso del convegno saranno tele trasmessi interventi di questo tipo anche da Columbus.
 
Invia ad un amico    
SanitaNews.it