| I pacemaker della prossima generazione potrebbero non essere piu' alimentati da batterie, ma ricaricarsi convertendo in energia le vibrazioni dell'organismo. E' una delle possibili applicazioni del dispositivo messo a punto in Giappone, nell'universita' di Tokyo, dal gruppo di Yuji Suzuku, in collaborazione con due aziende.
Si tratta, rende noto la Rete per l'informazione scientifica e tecnologica (Riset) di un minuscolo generatore, delle dimensioni inferiori a due centimetri per due, capace di convertire in corrente elettrica le vibrazioni del sistema al quale e' collegato. Il dispositivo, che potrebbe entrare in commercio entro tre anni, e' composto da lamine metalliche annegate in una resina conduttrice e puo' generare una quantita' di energia paragonabile a quella delle normali batterie utilizzate, ad esempio, negli orologi da polso.
Le applicazioni allo studio riguardano la medicina, che sfrutta il mini-generatore per alimentare pacemaker e protesi auricolari. Si pensa anche a possibili applicazioni nel settore automobilistico, ad esempio per mettere a punto sistemi per la verifica costante dello stato dei pneumatici, antifurti e sistemi remoti per l'apertura delle portiere.
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