| Clown-dottori in corsia, code preferenziali' per gli anziani over 70, brochure multilingue per gli stranieri, tradotte anche in arabo e cinese, musica in filodiffusione e servizi di intrattenimento, tv a circuito chiuso, Internet, videogiochi, radio e audio-libri.
Sono alcuni esempi dei 62 progetti per l’umanizzazione degli ospedali descritti per la prima volta in Lombardia grazie a un'indagine conoscitiva lanciata dall'azienda ospedaliera Sacco di Milano e da quella di Melegnano, con la collaborazione della Direzione regionale Sanita' e il supporto finanziario del gruppo farmaceutico Roche. Dal primo censimento, che ha coinvolto gli Urp di 29 aziende ospedaliere pubbliche lombarde, sono nati un libro e un cd. L'intenzione dei promotori e' ripetere il rapporto ogni anno, interpellando pero' anche gli Irccs e le Asl.
Delle 29 aziende ospedaliere contattate hanno aderito all'indagine 27 che hanno segnalato in un questionario elettronico una o piu' attivita' promosse. Il 22% del totale erano destinate ai degenti in generale, il 14% ai bambini, il 13% ad anziani e disabili. La prima regola per un ospedale umano e' "la disponibilita' all'ascolto - avverte Luigi Corradini, direttore generale del Sacco - che significa anche creare percorsi semplificati e condizioni ambientali piu' favorevoli". Per questo il 30% degli interventi ha riguardato proprio clima e ambiente ospedalieri, il 18% la semplificazione dei processi, il 17% la vivibilita', il 16% l'ascolto/interazione e l'11% il modo di veicolare le informazioni.
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